“Il Campione si chiama Christian Toni”
Articolo pubblicato su “Italia Sera” il 26 Maggio 2010

Care amiche e cari amici,
Questa splendida disciplina nasce come arte marziale, ma ormai viene praticata quasi esclusivamente come sport. Si tratta di due mondi assolutamente diversi. Io ho avuto modo di conoscerli entrambi e preferisco sicuramente il primo (anche perchè, per ovvie ragioni anagrafiche, l’aspetto sportivo mi coinvolge soltanto come spettatore!). Come molti di voi già sanno io iniziai a praticare il karate da ragazzo (nel 1972) con un maestro giapponese (stile goju ryu), l’anno seguente passai allo Shotokan. Smisi di praticare dopo circa due anni e mezzo. Dopo circa trent’anni conobbi un Sensei (maestro) in gamba, Lino Baldassarri, e tornai sul tatami. Trovai un karate profondamente cambiato, ma il primo amore non si scorda mai e penso che a qualcuno di voi potrebbe interessare sapere cosa c’è dietro al karate sportivo. Il karate tradizionale, che viene ancora praticato in molti Dojo (palestra – letter. “luogo dove si pratica la Via”) giapponesi, è un’ arte marziale (da Marte, dio della guerra) con tutto ciò che ne deriva: disciplina, rispetto dei ruoli, spirito di sacrificio, attaccamento al maestro e al dojo. La cultura giapponese è molto diversa dalla nostra e non è di facile comprensione, ma credo che quasi tutti i valori che sono alla base del karate tradizionale siano ampiamente condivisibili e quindi praticabili. Così come l’allenamento fisico comporta sacrifici e fatica anche vivere praticando i grandi valori morali del karate risulta molto impegnativo. Provare a vivere secondo gli insegnamenti dei grandi Maestri del passato risulterà in alcuni momenti addirittura scoraggiante dato che il mondo che ci circonda persegue spesso obiettivi diversi, ma essere in pace con se stessi e con la propria coscienza, secondo me, non ha prezzo e quindi…… Karate Do significa “la Via della mano vuota”. Alla fine possiamo dire che la differenza tra karate sportivo e karate tradizionale sta il quel “DO” (Via). Praticare il karate significa percorrere una Via che passa dal tatami alla vita di tutti i giorni e che, come tutte le vie, qualche volta può risultare impervia e scomoda, ma l’impegno fisico e quello morale ci aiuteranno a percorrerla (quasi) senza problemi. Per terminare voglio puntualizzare che il karate tradizionale e quello sportivo sono due facce di una stessa medaglia, nessuno dei due esclude l’altro e che praticarli entrambi può solo giovare alla storia e al progresso di questa nobile arte. Se siete arrivati a leggere fino a qui vi ringrazio della vostra pazienza.
Saluti
Carlo Cecchini
“Lo scopo ultimo del Karate Do non risiede nella vittoria o nella sconfitta, ma nella perfezione del carattere dei suoi praticanti.”
M° Gichin Funakoshi (fondatore dello stile Shotokan)